Risultati

  • In considerazione dell’ingente patrimonio documentale disponibile per i ghiacciai italiani, grazie in particolare all’attività centennale del Comitato Glaciologico Italiano, in aggiunta al GIS per il Piemonte è stato progettato e realizzato uno specifico database per archiviare, conservare e rendere più fruibili tali informazioni. Si tratta di un database relazionale server-side che può essere consultato e interrogato mediante una semplice e intuitiva interfaccia grafica visualizzabile attraverso i più comuni browser.

    INVENTARIO DELLE ESTENSIONI ATTUALI E PASSATE DEI GHIACCIAI

    Attraverso uno studio che affianca i dati storici all’acquisizione di nuovi dati quantitativi (studi geomorfologici, analisi su base orto-fotogrammetrica, telerilevamento), il progetto ha creato un catasto dei ghiacciai delle Alpi occidentali registrandone localizzazione, posizione della fronte, estensione areale, volume, posizione della linea d'equilibrio. 

  • Carta geomorfologica della Valle d’Aosta

    CARTOGRAFIA GEOMORFOLOGICA DEI SETTORI DEGLACIALIZZATI

    Lo studio dei settori che erano glacializzati nella PEG o in epoche recenti si è strutturato principalmente attraverso l’utilizzo della cartografia geomorfologica. La realizzazione di tale cartografia parte dal rilievo di forme e depositi che ci informano sulle posizioni precedenti del ghiacciaio, evidenziando inoltre gli elementi che testimoniano il fatto che questi margini siano predisposti ai rischi.

  • In grassetto i fenomeni di grande portata;<br/> i numeri fanno riferimento a eventi realmente accaduti

    TIPOLOGIA DEI RISCHI GLACIALI

    I rischi glaciali sono numerosi e diversificati. A completamento di quanto fatto nel progetto Alcotra Glaciorisk (2000/2003), è stata elaborata una classificazione delle tipologie di pericolosità in un contesto di ritiro glaciale, che tiene conto non solo dei fenomeni di origine direttamente glaciale, ma anche di quelli che risultano dalla configurazione geomorfologica attuale dei settori di recente deglaciazione.

  • Il lago alla base del ghiacciaio di Punta Fornet (Valle d’Aosta)

    VALUTAZIONE DELLA PREDISPOSIZIONE ALLA PERICOLOSITÀ DI SETTORI GLACIALIZZATI E RECENTEMENTE DEGLACIALIZZATI

    I dati che compongono l’inventario dell’estensione attuale e passata dei ghiacciai delle Alpi occidentali e la cartografia geomorfologica dei settori deglacializzati sono serviti come base per riconoscere quelle aree che possono essere oggetto di fenomeni di instabilità. Sono state esplorate piste diverse, utilizzando le funzionalità dei GIS che permettono di incrociare i dati acquisiti, fra loro o con i diversi parametri dei modelli digitali di terreno.

  • Evoluzione dei seracchi: 13 agosto 2010

    SITO PILOTA: IL GHIACCIAIO DI TACONNAZ (ALTA SAVOIA)

    Il ghiaccio di Taconnaz è predisposto a rotture di seracchi molto importanti, che in inverno possono innescare valanghe di neve e ghiaccio quando il manto nevoso è instabile. L’oggetto dello studio condotto in GlaRiskAlp è stato duplice: da una parte caratterizzare la frequenza delle rotture e il loro volume, dall’altra determinare il regime termico del ghiacciaio, che ne condiziona il movimento e la stabilità.

  • Il sistema di monitoraggio installato sul ghiacciaio delle Grandes Jorasses

    SITO PILOTA: IL GHIACCIAIO DELLE GRANDES JORASSES (VALLE D’AOSTA)

    Il ghiacciaio sospeso delle Grandes Jorasses è caratterizzato da un andamento ciclico di crescita e crollo, preceduto da un aumento progressivo di velocità. Il crollo di ingenti porzioni di ghiaccio risulta particolarmente pericolose per il fondovalle, ad alta frequentazione turistica. La conoscenza della dinamica evolutiva del ghiacciaio implica lo studio delle velocità di spostamento, dei cambiamenti di forma della superficie nel tempo e la caratterizzazione del regime termico al fine di costruire una consistente base di dati a servizio della modellazione e per individuare fattori di correlazione. Per raggiungere tale obiettivo sono state messe in campo innovative tecniche di monitoraggio che meglio si adattavano al sito in oggetto: fotogrammetria, rete GNSS e simografia.

     

  • Il ghiacciaio di Tête Rousse

    SITO PILOTA: IL GHIACCIAIO DI TETE ROUSSE (ALTA SAVOIA)

    La rottura di una sacca d’acqua contenuta nel ghiacciaio di Tête Rousse è stata all’origine di una catastrofe nel 1892 (175 vittime). Tra il 2009 e il 2010, una sacca di circa 55.000 m3 è stata rilevata all’interno di questo ghiacciaio. I programmi di osservazione e analisi hanno avuto come obiettivo il monitoraggio e la comprensione dei meccanismi di riempimento della sacca d’acqua e del rischio di collasso della cavità e lo studio dell’evoluzione del regime termico del ghiacciaio.

  • Modellizzazione della temperatura annuale media sulla superficie delle pareti rocciose del sito 1

    SITI PILOTA : SETTORI RECENTEMENTE DEGLACIALIZZATI

    Sviluppata nei margini proglaciali in parte o totalmente deglacializzati da qualche decennio o dalla fine della PEG, questa azione mirava a testare metodi che permettano di recensire in maniera dettagliata i processi passati e attuali (e le loro possibili combinazioni) generatori di rischio. A questo si aggiunge la quantificazione del volume dei materiali mobilizzabili e la caratterizzazione dei materiali stessi, in particolar modo dal punto di vista della loro stabilità. I quattro siti pilota scelti sono i margini proglaciali delle aree di Bionnassay - Tête Rousse - Griaz (massiccio del Monte Bianco, Alta Savoia), Tzanteleina (alta Val de Rhêmes, Valle d’Aosta), Verra Grande (alta Val d’Ayas, Valle d’Aosta) e Capra (alta Val d’Orco, Piemonte).

     

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    SITO PILOTA : GHIACCIAIO DELL’ARGENTIERE (ALTA SAVOIA)

    Il progetto ha permesso di studiare la precisione delle misure di spostamento dei ghiacciai attraverso immagini satellitari, generalizzando i risultati alla scala del massiccio del Monte Bianco. Le azioni realizzate hanno portato alla definizione di indicazioni per l’individuazione e il monitoraggio dei ghiacciai “a rischio” a partire da immagini satellitari. Per testare gli algoritmi sviluppati sul sito dell’Argentière, altre azioni specifiche sono state realizzate sui ghiacciai sospesi delle Grandes Jorasses e di Taconnaz.

     

  • Conclusioni